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Intuito e razionalità nella presa di decisione

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Quanto conta l’intuito nelle decisioni che prendiamo quotidianamente? Possiamo fidarci delle nostre intuizioni?

Quanto conta l’intuito nelle decisioni che prendiamo quotidianamente? e, soprattutto, possiamo fidarci delle nostre intuizioni?


Guardando questa fotografia avete pensato che questa ragazza  è arrabbiata, e sta urlando qualcosa di molto aggressivo. Per arrivare a queste conclusioni non avete dovuto ragionarci su: vi è bastato guardare l’immagine. 

Daniel Kahneman, nel suo bellissimo e impegnativo "Pensieri lenti e veloci", parla di due diversi sistemi mentali, che utilizziamo a seconda del compito che vogliamo assolvere:
  1. Sistema 1, che opera in fretta e automaticamente, con poco o nessuno sforzo e nessun controllo volontario. Noi non siamo consapevoli del suo modo di raggiungere le sue conclusioni intuitive.
  2. Sistema 2, che si occupa  delle attività mentali volontarie e consce che richiedono attenzione, come i calcoli complessi



 Intuizione e razionalità: il Sistema 1 e il Sistema 2


Il Sistema 1, la parte inconscia della nostra mente, può prendere una decisione senza che la parte conscia – il Sistema 2 - sappia perché, o senza che nemmeno ci rendiamo conto che una decisione è già stata presa.








Pensieri lenti e veloci









Attività tipiche del Sistema 1
Attività tipiche del Sistema 2
  • Notare che un oggetto è più lontano di un altro
  • Rispondere a 2+2=?
  • Notare il tono ostile di una voce
  • Orientarsi verso la sorgente di un suono improvviso
  • Concentrarsi sulla voce dell’interlocutore in una stanza affollata e rumorosa
  • Contare quante volte compare la lettera A in una frase
  • Dare a qualcuno il proprio numero di telefono
  • Calcolare quanto fa 12 x 17

In genere il Sistema 1 funziona molto bene: le sue predizioni intuitive sono di solito esatte, e le reazioni che ci porta a mettere in atto di fronte alle difficoltà sono molto rapide, e perlopiù appropriate. Il Sistema 2 viene mobilitato quando nasce un interrogativo a cui il Sistema 1 non sa rispondere, come appunto il risultato di 12 x 17.





Facendo questo esercizio si sperimenta un conflitto tra Sistema 1 e Sistema 2.
Il conflitto tra i due sistemi si sperimenta spesso, tutte le volte che vogliamo controllare una nostra reazione automatica. Per esempio, non toccare i freni su una strada ghiacciata è un’istanza del sistema 2, che cerca di controllare ciò che il sistema 1 ci spingerebbe naturalmente a fare.





Cosa si vede in quest’immagine?
Due segmenti, di cui quello più in basso è chiaramente più lungo.
Se però provate a misurare con un righello, constaterete che i due segmenti hanno uguale lunghezza.
Nonostante questo, il Sistema 1, che non si può disattivare, continuerà a  percepire il secondo segmento come più lungo: non si può imparare a percepire i due segmenti come se fossero uguali, anche se sappiamo che lo sono.
Il Sistema 1 è soggetto ad errori percettivi e cognitivi, che sono difficili da prevenire, in quanto il Sistema 2 spesso non ha alcun indizio dell’errore. D’altronde sottoporre a controllo tutte le nostre percezioni e intuizioni sarebbe impossibile: il Sistema 2 è troppo lento e inefficiente per sostituire il Sistema 1 nel prendere le decisioni di routine. Inoltre è pigro, ed evita di impegnarsi più del necessario.

Il meglio che possiamo fare è giungere ad un compromesso: imparare a riconoscere le situazioni in cui è probabile che si verifichino errori e impegnarci maggiormente a evitare grossi sbagli quando la posta in gioco è alta (Daniel Kahneman)

Modello razionale vs. euristiche






Decisioni intuitive. Quando si sceglie senza pensarci troppo









Quando si parla di incrementare la capacità di decidere, anche in campo aziendale, si mette spesso l'accento sulla necessità di considerare tutti i pro e i contro, con il loro relativo peso, e di calcolare in questo modo l'utilità moltiplicata per le probabilità, facendo magari questi calcoli utilizzando un software sofisticatissimo.



Ma non è così che funziona la mente umana, e non è così che prendiamo le decisioni più
importanti della nostra vita.

Le nostre decisioni vengono prese in un contesto incerto, con poche informazioni a disposizione, in un tempo limitato e con una razionalità limitata.

Gran parte delle nostre decisioni vengono prese in base ad un'intuizione, in maniera rapida e inconscia utilizzando euristiche.




Esempi di euristiche

Gli oggetti piccoli ci sembrano lontani 
Esempi semplici possono essere:

  • ritenere che gli oggetti piccoli siano lontani (euristica percettiva)
  • individuare se un numero è pari o dispari guardando solo l'ultimo numero a destra

Come fa un giocatore di baseball o di calcio a correre alla velocità giusta per raccogliere la palla? Secondo alcuni la mente inconscia del giocatore farebbe in maniera istantanea una gran mole di calcoli, che servirebbero a determinare il punto di arrivo della palla tenendo conto di diversi fattori: "Quando un uomo lancia una palla in aria e la riprende si comporta come se avesse risolto un insieme di equazioni differenziali per prevederne la traiettoria.... a livello subconscio stanno succedendo cose che equivalgono ai calcoli matematici". (R. Dawkins)

Secondo Gigerenzer le cose non stanno così. Il giocatore che corre per raccogliere una palla non fa tutti questi calcoli complicati, ma si attiene ad una euristica molto semplice, che dice:

"Fissa lo sguardo sulla palla mettiti a correre e regola la tua velocità in modo da tenere costante l'angolo dello sguardo"


Euristica dello sguardo


L'euristica dello sguardo risolve il problema senza calcolare la traiettoria: è per questo che i giocatori non sanno dove atterrerà la palla, e spesso, per inseguirla, sbattono in un muretto o nei cartelloni pubblicitari.

E' un esempio di come si possa gestire con facilità un problema complesso: ignora ogni informazione che servirebbe a calcolare la traiettoria della palla e si concentra su un solo dato, l'angolo dello sguardo. Procede per aggiustamenti successivi, anziché sull'ideale di calcolare la traiettoria giusta e poi agire in base a questo calcolo.
Questa euristica, che funziona per i problemi relativi all'intercettamento di oggetti in volo, ha avuto un ruolo importante nell'adattarsi all'ambiente e nella caccia.

Le strategie basate sulle variazioni incrementali caratterizzano anche il modo in cui un'organizzazione decide il proprio bilancio annuale: all'Istituto Max Plank, dove lavoro, io e i  miei colleghi portiamo qualche piccola correzione al bilancio dell'anno precedente e non calcoliamo mai quello nuovo partendo da zero. Né gli atleti né i dirigenti d'impresa hanno bisogno di sapere come calcolare la traiettoria della palla, o dell'impresa: in genere, sarà una scorciatoia "intuitiva" a portarli - e con minore probabilità di commettere errori gravi - dove vogliono arrivare. (G. Gigerenzer)
Approfondimento:  Usare l'intuizione in situazioni di incertezza

Gers Gigerenzer: non ragionare troppo, segui l'intuito




Approfondimento sul sito Pensiero citico: L'intelligenza euristica




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Pragmatica-Mente: coaching e counseling a Bologna : Intuito e razionalità nella presa di decisione
Intuito e razionalità nella presa di decisione
Quanto conta l’intuito nelle decisioni che prendiamo quotidianamente? Possiamo fidarci delle nostre intuizioni?
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