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L’ indagine elogiativa: Appreciative Inquiry per la consulenza aziandale

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L'appreciative Inquiry è un modello utilizzabile nella consulenza aziendale, capace di mobilitare le risorse delle persone e delle Aziende.

riunione team





Abbiamo molto apprezzato il coaching focused solutions, che abbiamo parzialmente decritto nel post: Piccoli passi verso l'obiettivo.

 Volevamo trovare una metodologia analoga da utilizzare nell'ambito della consulenza aziendale.

Così tempo fa abbiamo scoperto l’Appreciative Inquiry (A.I). un approccio controcorrente rispetto all’approccio tradizionale di problem solving, che riteniamo innovativa, creativa, positiva ed inclusiva capace di promuovere e realizzare il cambiamento organizzativo, e non solo.

Spesso nelle analisi di una situazione si inizia da ciò che non va, che non funziona, si ricercano le cause che hanno generato il problema e spesso, la soluzione consiste nella eliminazione delle cause.
Invece, l’Appreciative Inquiry suggerisce di fare il contrario.

E’ un processo positivo di cambiamento che parte dal presupposto che possiamo imparare meglio da ciò che funziona o ha funzionato in passato.
E’ uno strumento di problem solving focalizzato sulla soluzione e non sul problema. Un approccio di lavoro all’organizzazione innovativo e positivo che si concentra e valorizza tutto quanto c’è di buono, di efficace, di funzionante all’interno di un’organizzazione.

Per approfondimenti sulla consulenza aziendale e il funzionamento delle organizzazioni:
Sistemi complessi e autorganizzazione

In questo approccio gli individui rivestono un ruolo centrale in quanto promotori del cambiamento e dello sviluppo perché sanno di cosa parlano, hanno già esperienze di riferimento positive a partire dalle quali sviluppano al meglio le loro capacità, il tutto all’interno di un clima di fiducia reciproca e di grande apertura, condizioni essenziali per garantire una visione comune all’interno dell’organizzazione stessa.

Appreciative Inquiry (AI) nasce nel 1986 dal lavoro di David Cooperrider e dalla sua collega Suresh Srivastva, ricercatori e docenti presso l’Università americana “Case Western Reserve”. Durante i loro studi era emerso come, paradossalmente, un uso eccessivo del modello tradizionale del “Problem Solving” potesse limitare l’analisi e la comprensione della situazione poiché l’attenzione era focalizzata solo sui problemi, limitando così l’opportunità di sviluppo di nuove “visioni” su modelli organizzativi ottimali.

A partire da questa scoperta per l’Appreciative Inquiry l’obiettivo è impegnare gli individui nella ricerca di possibili opzioni e nella creazione di nuove strategie che consentano di realizzare la situazione desiderata, capitalizzando il meglio di ciò che già esiste all’interno di un’organizzazione.

A.I si fonda su una concezione positiva e realisticamente ottimista degli esseri umani, delle società e delle organizzazioni. L’Appreciative Inquiry opera con riferimento ai seguenti presupposti di base:
  • in ogni comunità, in ogni società, organizzazione o gruppo, c’è qualcosa che funziona.
  • le persone provano più fiducia e comfort nel viaggiare nel futuro (l’ignoto) quando portano con loro parti del passato (il noto)
  • ciò su cui ci focalizziamo diviene la nostra realtà, le domande che si pongono influenzano il gruppo.
  • le persone sono propense ad agire in modo strettamente legato alle cose di cui parlano
  • le organizzazioni vanno nella direzione dei fenomeni che studiano

I presupposti dell’Appreciative Inquiry

Il cambiamento è sostenuto dallo sviluppo immagini positive.
A sostegno di questa premessa vi sono alcuni noti effetti positivi come:
  • l’effetto placebo,
  • l’effetto Pigmalione,
  • l’effetto positivo,
  • il dialogo interiore,
  • le immagini positive
  • le competenze metacognitive

Effetto placebo:

placebonoto nell’ambito della medicina, esso avviene quando i pazienti mostrano sensibili miglioramenti nella cura delle malattie, nella convinzione di essersi sottoposti a trattamenti farmacologici efficaci, quando in realtà sono state somministrate ad essi soltanto sostanze del tutto inerti, quali pillole di zucchero, fiale d’acqua distillata, ecc.

Le capacità di comunicazione e interazione del soggetto che aiuta (in questo caso il medico), il suo saper gestire la relazione umana con chi ha bisogno di aiuto (in questo caso il paziente), sono elementi in grado di produrre effetti positivi sulla capacità di reazione alla malattia e, dunque, di guarigione da parte del paziente.

L’effetto placebo, per l’appunto, accompagna questa relazione positiva tra due esseri umani e può avere conseguenze paragonabili anche in altri ambiti.

Non sono ancora chiare le complesse relazioni tra mente e corpo, le modalità in cui l’effetto placebo agisce, le ragioni fisiologiche e biologiche che spiegano tali accadimenti e così via.

Ciò nonostante è piuttosto evidente la realtà dell’effetto placebo: esistono concretamente cambiamenti positivi nello stato di salute dell’individuo e questi vengono indotti dalla suggestione, dalla fiducia, dalla fede, persino, in una persona che preannuncia uno stato futuro risanato e, dunque, anche dall’aspettativa positiva accompagnata dalla volontà di reazione del soggetto, che conducono la persona alla guarigione mediante la semplice assunzione di un elemento inerte.

Effetto Pigmalione:

Consiste nella profezia che si autoavvera. Prende origine dallo studio di Rosenthal e Jacobson presso una scuola elementare nel 1968, nel quale alcuni insegnanti vennero informati che il venti per cento circa dei loro alunni, dopo essere stati sottoposti ad appositi test, dimostrava un potenziale intellettivo alto, e per tale motivo promettevano di sviluppare molto la loro intelligenza, da lì a sei mesi. In realtà i nomi degli allievi furono semplicemente estratti a sorte.

Ciò nonostante al termine dell’anno scolastico i bambini segnalati furono quelli con risultati superiori agli altri. Tornati nella scuola due anni dopo, i ricercatori scoprirono che gli alunni segnalati continuavano ad essere quelli con i risultati migliori nonostante molti insegnanti fossero cambiati ed alcuni non sapessero neppure nulla della ricerca condotta negli anni precedenti.

Una differenza inesistente tra i bambini, resa credibile solo dal prestigio dei ricercatori, in realtà prodotta soltanto dalla sorte, si era così trasformata in una vera e propria disuguaglianza nello sviluppo cognitivo, stabile nel tempo e, in sostanza, indifferente persino al cambio delle condizioni.

Agli insegnanti, in altre parole, sulla base di inesistenti test scientifici vennero suggerite immagini positive di alcuni allievi e ciò creò aspettative favorevoli nei confronti di essi. L’Appreciative Inquiry ritiene che i risultati finiscano per corrispondere alle immagini, anche quando queste sono provocate artificialmente, frutto del puro caso fortuito e non hanno alcun fondamento scientifico.

Il reale sviluppo delle capacità cognitive è, nella sostanza, influenzato grandemente, se non persino determinato, dalle immagini previste e credute, perché ritenute autentiche in perfetta buona fede, attraverso l’intervento svolto dalle aspettative.

Gli esseri umani spesso agiscono sul fondamento dell’immagine di loro stessi che percepiscono dagli altri, soprattutto all’interno della comunità di riferimento. Più è positiva l’immagine che gli altri hanno di loro, più le persone rispondono positivamente.

Effetto positivo e disponibilità sociale appresa:

consiste nel processo mediante il quale le immagini positive evocano emozioni altrettanto positive e le emozioni positive muovono la gente verso la scelta di azioni anch’esse positive.

L’Appreciative Inquiry, infatti, sostiene che le emozioni positive sono intimamente connesse con la disponibilità sociale. Provare emozioni positive consente al soggetto di uscire da se stesso, ovvero di distogliere la propria attenzione da sé e dalle proprie preoccupazioni, per ampliare il proprio sguardo sulle potenzialità positive del mondo esterno, della comunità, degli altri esseri umani.

Come afferma Viktor Frankl, più l’individuo si pone il proprio piacere e la propria soddisfazione come scopo, più concentra su di essi attenzione ed impegno, più li persegue come ideali della propria esistenza, meno li raggiunge, così che essi risultano soltanto una contraddizione in loro stessi. Impegnare se stesso per il raggiungimento di un ideale, nel servire una causa, nell’assumere responsabilità rispetto ad un compito, nel dedicarsi ad una persona oppure nell’occuparsi delle persone in stato di necessità e così via: solo in questo modo il soggetto è autenticamente persona umana e può raggiungere il piacere.

Ciò è possibile solo quando l’individuo dimentica se stesso in vista di qualcosa di altro da sé, in un impegno non diretto e attento a se stesso: così piacere e felicità scaturiscono spontaneamente. In questo modo si rafforzano i sentimenti di solidarietà con gli altri e le persone agiscono in modo più altruista e positivo. Ciò migliora le capacità di agire, sia in individuali, sia collettive, il benessere psicologico e persino la salute fisica.

Dialogo interiore:


Il dialogo tra i partecipanti ad un’esperienza di Appreciative Inquiry crea immagini-guida per il futuro di tutta l’organizzazione. Ciò dimostra la necessità di orientare verso le immagini positive il dialogo riferito alla vita, dei singoli e dell’organizzazione, che si svolge attraverso ogni sistema vivente e che si esprime sempre e di nuovo in ogni momento, aumentando così le possibilità delle immagini positive di prevalere in un contesto di gruppo.

Immagini positive come forza dinamica:

è complementare al concetto precedente, ma proiettato su di un piano molto più vasto e generale. Le immagini positive non hanno effetto solo sui singoli individui o sui gruppi più o meno organizzati, ma anche su intere civiltà o culture.

Il destino stesso di esse può essere molto influenzato dalle immagini che sottostanno all’insieme che costituisce la cultura, in quanto esse si trasformano, per l’appunto, in forza dinamica che consente di sviluppare le civiltà.

Se l’immagine della società, infatti, è positiva e fiorente, la cultura a sua volta è dinamica e in crescita proprio verso quelle immagini positive del futuro, che costituiscono le mete culturali della popolazione. Per questa ragione, l’Appreciative Inquiry sostiene che quando vi è una visione o un’immagine luminosa del futuro, la gente può prosperare più facilmente che in condizioni diverse.

Metacognizione e evoluzione cosciente di immagini positive:

la metacognizione, com’è noto, è la consapevolezza dei propri sistemi cognitivi e di conoscenza, così come del loro funzionamento. L’Appreciative Inquiry associa questo concetto all’ipotesi definita «eliotropica»: come le piante si orientano verso la luce, i sistemi umani hanno una tendenza ad evolvere e a muoversi nella direzione di quelle immagini positive che sono più brillanti, coraggiose, illuminanti e promettenti. In base a quest’ipotesi l’Appreciative Inquiry si pone alcune domande essenziali rispetto alla volontà e al libero arbitrio degli individui:
  • è possibile sviluppare le capacità metacognitive e quindi scegliere modi positivi di interpretare il mondo? In caso affermativo, con quale risultato?
  • la ricerca di competenza affermativa, ossia la capacità di progetto e di affermare un’immagine ideale come se fosse già reale, costituiscono un obiettivo realistico o soltanto una distrazione romantica?
  • è possibile sviluppare le competenze affermative dei collettivi di grandi dimensioni, ossia di gruppi, organizzazioni o intere società, affermando un futuro positivo insieme?
Appreciative Inquiry sostiene, sulla base dei dati raccolti nelle ricerche sul campo, che la competenza affermativa può essere appresa, sviluppata e affinata attraverso l’esperienza guidata e il training formale.

Chi punta al successo, infatti, lo può ottenere in virtù di una capacità metacognitiva molto sviluppata. Si tratta, in altri termini, di essere in grado di osservare e analizzare sistematicamente processi che conducono al successo, attraverso il monitoraggio positivo di sé, oppure all’inverso processi che portano all’insuccesso. 

La consapevolezza metacognitiva delle differenze tra i processi può rendere il soggetto capace di scegliere tra i due processi cognitivi, in caso di necessità.
Il soggetto che vuole realizzare un progetto, per attuarlo effettivamente, deve prima immaginare una situazione futura positiva, non ancora presente, per ciascuna delle azioni che pensa di eseguire al fine di concretizzare il progetto che, a sua volta, consiste in una situazione non ancora realizzata, ma presente nell’immaginazione come realtà futura apprezzata e di valore.

L’Appreciative Inquiry, cioè, ancora una volta, afferma la potenza delle immagini positive che conducono ad azioni positive: per questa ragione concepire nella mente questo tipo di immagini su base collettiva può permettere di creare insieme un futuro positivo.

Il CICLO 4 D

Il processo seguito nell’Appreciative Inquiry si basa sul ciclo delle 4 D:

appreciative inquiry


  1. DISCOVERY
  2. DREAM
  3. DESIGN
  4. DESTINY




Discovery:

l’indagine e la scoperta. Nella fase di discovery (scoperta) le persone sono impegnate, normalmente attraverso una indagine sul campo. Si ricercano le esperienze positive e i punti di forza esistenti in azienda o nel team. Lo scopo di questa fase è quello di far emergere ed identificare il Positive Core, il nucleo di forza dell’azienda o del team, ovvero gli elementi positivi esistenti e potenti su cui fondare lo sviluppo. Questo lo si fa attraverso interviste reciproche che mirano ad esplorare e raccogliere:
  • il vissuto positivo di ciascuno,
  • il racconto di storie personali di successo,
  • l’orgoglio all’interno dell’organizzazione.
I contenuti emersi vengono condivisi e diffusi nel gruppo. Si attiva un confronto nel gruppo da cui l’organizzazione scopre e identifica i propri punti di forza. Tra questa fase e quelle successive possono trascorrere anche diverse settimane o mesi.

Dream

I partecipanti sono chiamati a sognare ciò che intendono realizzare a partire dagli aspetti positivi identificati. In questa fase viene elaborata la Vision comune e gli individui vengono proiettati nel miglior futuro possibile che riescono ad immaginare.

I partecipanti, in gruppo, immaginano e visualizzano, proiettandosi in un contesto di realizzazione (che poi diviene autorealizzante) che supera le difficoltà esistenti e attinge direttamente al Positive Core. In questa fase visionaria le idee che vengono messe in campo sono contestualizzate nel mercato o nel contesto sociale di riferimento, risultando spesso anticipatorie di visioni strategiche ed estremamente innovative.

La fase di Dream si conclude con la creazione di un Opportunity Plan che contiene tutte gli elementi auspicati del Dream.

Design

Con il design (progetto) essi progettano ciò che vogliono realizzare. Nella fase del Design vengono progettate azioni e interventi, attori e strumenti: il Dream comincia ad acquisire forme concrete.

Viviamo in un mondo progettato dal pensiero umano dal pensiero umano. Il linguaggio è lo strumento. Il dialogo è il processo.

Vengono identificati gli elementi che in azienda o nel team andranno modificati per realizzare il Dream. La fase si conclude con la stesura di descrizioni precise e concrete, con riferimenti tangibili e operativi, del Dream come se fosse già stato realizzato.

Destiny

Nella fase Destiny, si programmano e si mettono in pratica le azioni per realizzare il progetto, il cambiamento costruito insieme.

A cosa serve?

Appreciative Inquiry può essere utilizzata con successo in diverse tipologie di progetti:
  • Gestione del cambiamento
  • Team building & Empowerment
  • Lancio di nuovi prodotti
  • Start Up di nuovi progetti
  • Necessità di un migliore posizionamento di mercato
  • Aumento del fatturato.
Può essere utile per:
  • Creare capacità  positive di evoluzione continua del sistema organizzativo per generare il cambiamento
  • sviluppare contatti tra le persone e tra i reparti e migliorare la rete di relazioni che sono alla base della genuina volontà  di collaborare.
  • sviluppare la motivazione e l’engagement delle persone, e creare le premesse perché tutti offrano spontaneamente la loro migliore creatività, iniziativa e passione.
  • ridurre il distacco e l’assenteismo.
  • aumentare la capacità  dell’organizzazione di essere innovativa e trovare soluzioni nuove a questioni vecchie e nuove.
  • sviluppare una leadership positiva, facilitativa e diffusa, che ispira le persone ad agire con energia ed entusiasmo.

Il Metodo

Tutto quanto suindicato avviene attraverso interviste, lavori di gruppo, meetings, costituzione di Team dedicati ecc…
L’Appreciative Inquiry si esprime in modalità infinite, spesso molto creative, scelte anche dai partecipanti e dall’azienda una volta che il processo è stato avviato.
La durata dell’intervento è variabile: un processo di Appreciative Inquiry può durare da 1 giorno ad 1 anno, a seconda del numero di partecipanti e degli obiettivi per i quali si sceglie di adottare questa metodologia.

Maria e Fabrizio

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COACHING E COUNSELING A BOLOGNA

Counseling e Coaching non sono Psicoterapia: non servono per "curarsi", ma per imparare nuovi modi di relazionarsi con gli ostacoli che si incontrano. Aiutiamo le persone a:

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  • ritrovare un senso nella vita e nel lavoro
  • superare momenti difficili
  • migliorare le relazioni interpersonali
  • migliorare le performance professionali
  • aumentare la produttività
  • proseguire il percorso di evoluzione e crescita nella propria vita personale o professionale


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ACT e Mindfulness,14,coaching e crescita professionale,27,counseling e crescita personale,33,eventi e news,29,PNL,27,PNL Apps,17,PNL Meta,17,problem solving e obiettivi,21,
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Pragmatica-mente: Coaching e Counseling a Bologna: L’ indagine elogiativa: Appreciative Inquiry per la consulenza aziandale
L’ indagine elogiativa: Appreciative Inquiry per la consulenza aziandale
L'appreciative Inquiry è un modello utilizzabile nella consulenza aziendale, capace di mobilitare le risorse delle persone e delle Aziende.
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